Sondrio -mercoledì 23 aprile 2014
Un'intervista al titolare dell'azienda
Alberto Marsetti
ONLUS - Fondazione Provinea
"Vita alla vite di Valtellina"

Benvenuti

“Viticoltura eroica” è sicuramente il termine più appropriato per parlare della viticoltura della Valtellina e della caparbietà nel coltivare vigne sui pendii scoscesi tra rocce e dirupi.

La viticoltura valtellinese è una viticoltura di braccia, non meccanizzata come in pianura: dalla legatura alla raccolta dei tralci, tutto viene fatto a mano.

È una realtà resa possibile solo da una grande passione e da secoli di fatica. Alberto Marsetti di questa vinicoltura eroica è un degno portavoce da quando, nel 1986, ereditò l’azienda agricola del nonno, ancora a conduzione famigliare. Sono 500 circa gli ettolitri di vino prodotti prevalentemente da uva Nebbiolo (che in Valtellina viene chiamata Chiavennasca) e da una piccola parte di vitigni autoctoni locali: Pignola, Rossola e Brugnola messi a dimora sui terrazzamenti ricavati dai monti nel territorio di Sondrio.

Nelle affascinanti cantine situate nel centro storico del capoluogo si affinano i vini, in un’atmosfera carica dei profumi di mosti e dei legni.

Qui, nascono Le Prudenze, un Valtellina superiore DOCG dal gusto asciutto, caldo e fruttato; lo speziato Grumello DOCG, due rossi da uve Nebbiolo in purezza, ma anche il Rosso di Valtellina e, soprattutto, lo Sfurzat, un vino morbido e strutturato, caratteristico della zona di Sondrio e che, dopo una maturazione di 18 mesi in barriques di rovere, è pronto per esaltare i piatti ricchi, le cacciagioni, i grandi arrosti e, perché no, duettare armoniosamente a fine pasto con i dolci a base di cioccolato.

Non per ultimo il nuovo Terrazze retiche I.G.T. “ES”, un vino rosato dedicato alle due bimbe di Alberto “Elisa e Sara” le quali nell’etichetta da loro scelta esprimono una fantasia floreale caratteristica di questo vino. Infine ecco i nuovi prodotti, commercializzati dalla nostra Azienda da pochissimo tempo.

Due nuovi Valtellina Superiore d.o.c.g. dai gusti asciutti e puliti, dai corpi austeri e provenienti dai terrazzamenti solivi della zona omonima dello stesso Sassella.

Da quella zona anche il Riserva Le Barbarine, dal gusto elegante e vellutato grazie alla vendemmia più tardiva rispetto al precedente. E come ciliegina sulla torta, ecco anche il primo bianco, nato da un incrocio Manzoni (Chardonnay e Sauvignon) con un tocco di riesling, dai profumi fruttati con ricordi di mela, e dal gusto asciutto, acidulo e piacevolmente fresco.